Dottore, posso NON prendere le medicine?

Cosa succede quando rivolgiamo questa domanda ad un naturopata anziché ad un medico?

Vi avverto…la mia risposta potrebbe stupirvi!

Mi sono capitate situazioni in cui delle persone si rivolgessero a me come naturopata chiedendomi se era proprio necessario prendere dei farmaci che gli erano stati prescritti.

E secondo voi, per l’opinione e l’esperienza che avete con la naturopatia, cosa ho risposto?

Secondo voi sarebbe professionale un naturopata (privo di qualifica medica) che vi sconsiglia apertamente l’assunzione di farmaci?

Ora vi chiedo un’altra opinione prima di svelarvi cosa ho risposto a queste richieste.

Quale parere avreste di un medico o specialista che di fronte ad una diagnosi e prescrizione di un collega lo definisse un idiota? Vi è mai capitato che un medico denigrasse in modo poco professionale il lavoro di un suo collega?

Bene, ognuno ha avuto le sue esperienze e mi auguro non abbiate mai avuto la sfortuna di avere a che fare con personale medico, magari anche altamente qualificato ma cosí poco serio da permettersi un comportamento del genere.

Ora vi svelo cosa ho risposto: non mi sognerei mai di farlo. Mi è stato chiesto se era proprio necessario prendere antibiotici, se veramente era il caso di prendere le statine o se si poteva anche solo sospendere la pillola anticoncezionale.

Ed io ho sempre rispettato il lavoro fatto da altri ma soprattutto ho sempre rispettato i miei limiti. Nella mia esperienza formativa ho sostenuto due esami che avevano come oggetto proprio la deontologia professionale. Ho sostenuto anche un esame sul come riferire ad altri professionisti. Ma qui in Italia mi è capitato raramente che venisse compreso in quale caso si possa riferire ad un naturopata (ma per fortuna esistono eccezioni J)

Un naturopata che intima ad un cliente di sospendere dei farmaci non è un professionista.

Allora cosa fa un naturopata serio in questi casi?

Vi aiuta a rinforzare le difese immunitarie per fare in modo che in futuro posano limitarsi gli episodi per i quali il medico vi prescrive antibiotici, cura la vostra alimentazione in modo che ai prossimi esami del sangue il vostro colesterolo sia entro la norma sarà poi il medico a decidere la prescrizione a riguardo. Si lavora di concerto ed al centro c’è la persona ed il suo benessere.

Ed in cosa consiste il mio trattamento come naturopata? Nell’analizzare i dati che raccolgo riguardo la persona, la sua storia, il suo stile di vita, la sua alimentazione. Nel mio caso anche l’analisi dell’iride indica molto del terreno della persona. Non si tratta di un metodo diagnostico ma neanche della sfera di cristallo…ma alcuni segni come per esempio l’anello lipidico presente attorno all’iride in caso di ipercolesterolemia sono ormai riconosciuti anche dalla medicina allopatica (quella dei medici intendo).

Quello che consiglio sono accorgimenti alimentari, studiati in base alla persona. Credete non si tratti di scienza? L’alimentazione è scienza e chi ha studiato chimica organica anche solo alle superiori lo può confermare.

Il fatto che siamo quello che mangiamo viene sempre più avvalorato anche in ambito scientifico e proprio noi italiani possiamo vantare ricerche che hanno dimostrato connessioni tra alimentazione e malattia. Ricerche che hanno avuto risonanza internazionale.

A seconda dei casi, mi capita di consigliare anche fitoterapici, ovvero erbe medicinali. Decido quali in base a metodi “evidence based”, cioè in base al risultato di ricerche scientifiche. Quando le consiglio tengo conto del fatto che possono interagire coi farmaci o determinate condizioni della persona. I fitoterapici non sono medicine ma purtroppo non sono molti i farmacisti che vi chiedono se siete incinta o prendete altri farmaci prima di vendervele. Stesso discorso per vitamine e minerali.

Eppure quanta gente ritiene questo lavoro poco serio, poco scientifico o stregoneria….

Certo non è un lavoro facile, ancora poco compreso nelle sue potenzialità.

In Australia, dove ho studiato, il naturopata è un professionista considerato seriamente.

Esempio: i malati di cancro solitamente sono seguiti da un oncologo, un naturopata ed un counselor o altro sostegno psicologico. Non vi sembra normale che un organismo che deve combattere il peggiore dei mali con l’aiuto della chemio o della radioterapia non debba essere anche sostenuto con una guida riguardo un’alimentazione sana e rimedi dolci che sostengano l’organismo nella depurazione e negli effetti collaterali? Non vi sembra normale che la mente e le emozioni di questa persona vadano sostenute in un passaggio cosi delicato?

Nella mia visione professionale un approccio non esclude l’altro, anzi si supportano a vicenda perché al centro dovrebbe esserci la persona, l’uomo nella sua totalità e soprattutto nel suo stare bene.

 

Se volete provare il mio approccio o avete domande contattatemi: alessandranaturale@gmail.com