Perché alle zebre non viene l'ulcera? (guida allo stress 1)

Biologo e neurologo della Stanford University, Robert Sapolsky, ha passato molto tempo della sua vita nella giungla a studiare il comportamento degli animali. Ha condotto molte ricerche e scritto diversi libri sul tema dello stress, il mio preferito é senza dubbio “Perché alle zebre non viene l’ulcera? La più istruttiva e divertente guida allo stress e alle malattie che produce. Con tutte le soluzioni per vincerlo.”

Adoro questi libro e i suoi contenuti tanto che ho pensato di riportarvi alcuni passaggi:

“C’é stata una rivoluzione, in campo medico, nel modo di pensare le malattie che ci colpiscono oggigiorno. Questo implica il riconoscere le interazioni tra il corpo e la mente, i modi in cui le emozioni e la personalitá possono avere un enorme impatto sul funzionamento e la salute di pressoché ogni cellula dell’organismo. Riguarda il ruolo dello stress nel rendere alcuni di noi più vulnerabili alla malattia, i modi in cui alcuni di noi reagiscono a questi stressor, e il concetto cruciale che non si può comprendere realmente una malattia in astratto, ma solo nel contesto della persona che ne soffre.”

In questo passaggio introduttivo Robert esprime nel modo migliore il concetto dell’approccio olistico.

Olistico é una parola abbastanza abusata e che quasi mi scoccia usare ma rimane quella che come senso letterale esprime meglio il concetto di considerare la persona nel suo insieme e nella sua totalitá. Questo anche il concetto base della naturopatia e sempre più anche in campo medico esistono figure integrate che usano più approcci proprio con lo scopo di valutare lo stato di benessere di una persona tenendo conto di quanto ci dice il corpo, l’anima (emozioni), la mente, come il soggetto reagiste al contesto e tutte quante le informazioni necessarie per avere un quadro completo della persona e capire da dove possono provenire certi meccanismi che se protratti nel tempo possono aver portato ad un malessere.

Scrivimi qui per prenotare una consulenza olistica.

alessandra porroComment